Coppa Italia delle Regioni 2026, Roberto Pella presenta il progetto: “L’Italia ha bisogno del ciclismo e il ciclismo ha bisogno dell’Italia”

La Coppa Italia delle Regioni 2026 punta sempre più in alto. Il progetto della Lega del Ciclismo Professionistico, quest’anno, arriverà a toccare 17 Regioni, per un totale di 36 corse complessive, di cui 25 maschili e 11 femminili. Al debutto mancano soltanto un paio di settimane: il Giro della Sardegna 2026, primo appuntamento del calendario, scatta il 25 febbraio, dando via a un ricco calendario che prosegue fino alla Veneto Classic 2026 in programma il 18 ottobre. L’anno scorso Christian Scaroni ha vinto la classifica della Coppa Italia delle Regioni 2025, venendo premiato con la maglia blu in occasione dell’ultima competizione del calendario italiano. Il lombardo continua intanto a mostrare il proprio valore, con la recente vittoria al Tour of Oman 2026.
Durante la fiera Bit26, che si tiene a Milano dal 10 al 12 febbraio, il Presidente della Lega del Ciclismo Professionistico Roberto Pella è stato protagonista dell’intervento “Sulle strade di Coppi e Bartali: il ciclismo professionistico 2026”, in cui è intervenuto insieme al Presidente Conferenza delle Regioni e delle Province autonome Massimiliano Fedriga presso lo stand della Lega del Ciclismo Professionistico. La redazione di SpazioCiclismo ha avuto modo di fare qualche domanda in esclusiva a Roberto Pella, che ha parlato del progetto della Coppa Italia delle Regioni 2026.
Il progetto della Coppa Italia delle Regioni si prepara al 2026 con tanti appuntamenti in più rispetto all’anno scorso.
Sicuramente è il frutto di un lavoro di sinergia, di squadra, di persone che hanno solamente l’amore per il prossimo e per il ciclismo e che fanno dell’unità, della passione, dell’impegno una ragion d’essere per valorizzare le proprie squadre, i corridori, le corse e soprattutto quel tricolore che, non dobbiamo mai dimenticare, ci appartiene. Siamo italiani e dobbiamo portare il “Made in Italy” a essere valorizzato e apprezzato.
Tornano in calendario anche corse storiche come il Giro della Sardegna e il Giro della Magna Grecia. È un buon segnale per il nostro movimento?
È un ottimo segnale, vuol dire che la Lega del Ciclismo ha la considerazione delle istituzioni. In modo particolare, la Lega del Ciclismo ha la considerazione degli organizzatori, che ringrazio, e delle squadre italiane, che ringrazio. Il fatto che ci sono 10 squadre italiane Continental che vogliono entrare nella Lega è una testimonianza di come questa Lega sia attrattiva e di come altri non si rendono conto che oggi ha la capacità di catalizzare perché fa gioco di squadra, fa unione. Alla Lega non interessa il bene proprio, ma il bene degli altri.
Nell’intervento ha parlato più volte del “gioco di squadra” da cui è nato questo progetto.
Sì, è un aspetto importante su cui voglio insistere. Su questo spirito di squadra ringrazio le Regioni che si sono unite, i governatori, gli assessori, i Sindaci, i presidenti delle Province. Ringrazio i senatori che ne fanno parte: il Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, dello Sport Andrea Abodi, del Turismo Daniela Santanché, delle Pari Opportunità Eugenia Roccella e, quest’anno, degli Affari Internazionali e degli Esteri Antonio Tajani, e della Salute Orazio Schillaci. A questi si sono aggiunti Unioncamere, le Pro Loco Italiane e tante istituzioni che credono in questo progetto. Quando si riescono a mettere in piedi così tante persone, vuol dire che siamo riusciti a dare a quel valore che volevamo trasmettere. Oggi il ciclismo sta richiamando tante persone, tante corse come il Sardegna, attraverso anche all’attenzione al Sud con corse come la Magna Grecia, che potenzieremo nel 2027. Sono molto soddisfatto perché vince la squadra, vince la Lega del Ciclismo che ha come unico obiettivo valorizzare il ciclismo come bene comune, come opportunità di svago, di crescita per gli atleti, come opportunità per gli operatori economici e istituzionali, ma soprattutto tornare a far scendere la popolazione in strada, nelle piazze, a vivere quel senso di appartenenza e di comunità che non c’è nessuno sport come il ciclismo che è in grado di trasmettere.
Proprio oggi abbiamo visto la vittoria di Christian Scaroni, il vincitore della Coppa Italia delle Regioni 2025, trionfare al Tour of Oman davanti a corridori di caratura internazionale.
Stiamo cercando di valorizzare la Coppa Italia e il fatto che ci sia un classifica tra i corridori italiani. Il fatto che Scaroni abbia vinto l’anno scorso e oggi ottenga ottimi risultati, così come molti altri corridori, significa che c’è stata una forte considerazione e partecipazione di atleti importanti.
Cosa lo ha reso soddisfatto della Coppa Italia delle Regioni 2025?
Al di là del fatto che molti corridori mi scrivono e ci confrontiamo, sono molto contenti di trovarsi uniti nel tricolore della Coppa Italia delle Regioni. E sono felice della Coppa Italia delle Regioni femminile. Atlete come Elisa Longo Borghini ed Elisa Balsamo rivedono nella Coppa Italia uno strumento importante di valorizzazione. Il fatto che in molte corse abbiamo equiparato il montepremi degli uomini con quello delle donne è veramente molto importante. Sono contento perché molte atlete che l’anno scorso hanno vinto magari duemila, o tremila, o cinquemila euro del montepremi della Coppa Italia, lo stanno utilizzando per fare attività, per prepararsi, per andare a fare preparazione all’estero. Insomma, li usano come se fossero delle borse di studio. Questo era il significato che volevamo dare nell’ambito femminile. Sono contento che abbia vinto una campionessa di caratura mondiale come Elisa Longo Borghini, ma sono anche contento che tanto di quel montepremi sia stato vinto da tante ragazze a cui auguro di diventare un giorno come Elisa, ma intanto attraverso questi fondi possono incrementare la loro preparazione.
Cosa chiede alla Coppa Italia delle Regioni quest’anno?
Bruno Reverberi mi diceva “Vai avanti così, perché in questo momento l’obiettivo principale per noi è vincere la Coppa Italia delle Regioni”. Quando sento dire da Bruno Reverberi una cosa del genere, so che abbiamo fatto centro. Devo ringraziare tutti, ancora una volta. Roberto Pella non è nessuno, è qualcuno che grazie a loro sta cercando di dare il proprio contributo. Quella che vince è la Lega e spero che tutti capiscano che se non si gioca di squadra non si va da nessuna parte. È ora di comprendere che l’unità e la collaborazione sono l’arma vincente. Alla gente comune interessa poco il nome o la sigla, interessa il risultato. Noi ci siamo, siamo inclusivi, allarghiamo sempre. Siamo disponibili a collaborare con tutti, perché il nostro obiettivo è portare il ciclismo italiano, com’è stato in passato e come dev’essere oggi, agli onori della cronaca mondiale. L’Italia ha bisogno del ciclismo e il ciclismo ha bisogno dell’Italia.
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